
Sto lavorando da qualche tempo con un uomo molto speciale che vuole migliorare la propria situazione economica.
Ha lavorato con me un bel po' di anni fa, e mi è rimasto nel cuore (come tutte le persone con cui creo un "rapporto eft") perchè al nostro primo incontro, si presentò come paziente oncologico e non riusciva a mangiare praticamente niente, vive con una piccolissima parte di stomaco e nutrirsi era complicato all'epoca: la sera dopo il nostro incontro, mi mandò un messaggio con scritto che aveva mangiato un piatto di pastasciutta!!!
Veniamo a noi, dopo diversi anni, come dicevo prima, ha ricominciato a fare eft, ma per tutt'altra ragione, vuole migliorare la sua situazione economica. Migliorare la situazione economica, per lui significa migliorare anche una serie di relazioni familiari direttamente collegate al denaro, nello specifico con la moglie che al momento non lavora, e con i figli che fanno richieste o si pongono in maniera un po' aggressiva rispetto al ruolo della mamma. Abbiamo iniziato a visitare le sue credenze limitanti tipo " I soldi non te li regala nessuno", "Non è mai abbastanza quello che faccio", " Pesa tutto sulle mie spalle"....Dopo aver individuato le credenze, abbiamo cercato i traumi che poteva aver vissuto, relativi ai soldi. Sembrava non ce ne fossero....Invece, dopo un po' di indagine, dopo un po' di emozioni di sconforto, dispiacere e frustrazione, attraverso la paura di rimanere "incastrato" in qualche ricordo spiacevole, è riuscito a portare alla memoria e al racconto , un trauma vissuto da bambino. Il papà subì il fallimento dell'azienda di famiglia, e per lui la conseguenza fu di non avere accesso non tanto ai soldi, perchè era un bambino, ma non poteva soddisfare le sue esigenze. Tuttavia la credenza che ha creato, sviluppato crescendo, e che si è portato avanti per circa cinquant'anni, era proprio quella di non avere accesso ai soldi e di continuare a non poter soddisfare i suoi bisogni e quelli dei suoi figli. Ci è voluto un solo incontro per neutralizzare questa credenza, perchè una volta sciolte le emozioni negative, ha potuto ricordare che il papà ha sì vissuto il fallimento dell'azienda, ma poi uscì dalle difficoltà dando ancora più lustro ai suoi affari. Non solo, nello stesso incontro , ha riconosciuto in che modo e attraverso quali persone, negli anni, ha continuato ad operare la credenza, non potendo concretamente avere accesso e controllo sui suoi soldi, fino a quando si è sposato. Questo racconto un po' lungo che racchiude più passaggi accaduti in realtà in molti anni, è servito per arrivare alla parte più bella. Quell'incontro sui soldi si è chiuso molto bene, e soprattutto con un nuovo spazio di possibilità e leggerezza, ma lasciando una preoccupazione: mia moglie non lavora.
Dopo circa dieci giorni ci siamo rivisti, come sempre ho chiesto se c'erano stati cambiamenti degni di nota, e la risposta è stata che da un incontro casuale con un amico, avevano proposto alla moglie un colloquio di lavoro, ma nonostante un evento del genere non si verificasse da anni,questa possibilità apparentemente piovuta dal cielo, destava in lui la stessa preoccupazione della mancanza totale di opportunità. Così abbiamo iniziato a fare tapping proprio sull'emozione della preoccupazione che nella scala SUDS era a nove. Con un paio di giri di picchiettamento siamo passati dalla preoccupazione alla responsabilità, e di nuovo si è affacciata la credenza "è tutto sulle mie spalle".Da qui, si è profondamente messo in contatto con questa emozione e il peso di sentirsi responsabile è passato a dieci, ma contemporaneamente, gli è venuto in mente, o meglio si è visualizzato all'età di dodici anni, in una recita scolastica in cui il suo personaggio era l'amico, più precisamente, l'unico amico di un ragazzo tossico dipendente: la responsabilità era sua, doveva salvarlo; subito dopo gli è arrivata un'immagine di quando era ancora più piccolo, all'età di circa cinque anni, era in una cantina col suo cuginetto e lui era il combina guai, era il più forte e doveva essere responsabile per il cugino. Decido così di usare la tecnica di MATRIX REIMPRINTING. Lo faccio dissociare, lo accompagno nella scena dal bambino di cinque anni e lo faccio comunicare con il suo ECO in difficoltà. Si svolgono una serie di vicende meravigliose in cui spiega al suo ECO che è solo un bambino, bello, meraviglioso e sveglio e che puo' giocare liberamente e puo' anche combinare guai, perchè è solo un piccoletto vivace ed ha tutto il diritto di giocare. Il bambino nella Matrice si libera, chiede di uscire a giocare in giardino, poi vuole il piccolo cugino accanto a sè per giocare su una macchinina, e poi desidera dei birilli. Una volta soddisfatti questi desideri, prova serenità, è una serenità gialla, verde e rossa, con i colori della primavera e dei tulipani. Quando chiedo cosa ha imparato di nuovo il suo eco, mi risponde che il bambino gli dice "C'è tutto un mondo fuori dal mio giardino". A questo punto, abbiamo sostituito l'immagine limitante con quella nuova di sostegno, e la sera mi ha mandato l'immagine che vedete qui!!!
Il nostro incontro successivo è stato bellissimo, e dagli ostacoli e le paure, abbiamo potuto iniziare a lavorare sui desideri e la realizzazione di obiettivi che non riusciva più a sentire e ricordare. Nel giro di una settimana i figli hanno cambiato atteggiamento senza il bisogno di spiegazioni o di interventi e finalmente lui vede la moglie come una donna capace e responsabile, come una sua pari in cui avere fiducia.

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